il fisco online

Forum in materia di fiscalità internazionale

il fisco online

di cristianmi il gio mag 12, 2011 10:13 am

Buongiorno,
sto per iniziare una tesi sulla fiscalità on line.
Casistiche, particolarità, differenze con il business "off line", cioè quello fisico.
inoltre un tema interessante da sviluppare è legato all'individuazione delle caratteristiche per l'individuazione del paese che disciplina il regime fiscale dell'attività on line.
Mi spiego meglio.
Se un soggetto che sia persona fisica o giuridica, ha residenza in Italia, è domiciliato in Spagna e vende negli Stati Uniti, qual è il regime fiscale di riferimento?
Se si tratta di ecommerce di beni fisici forse non è così difficile l'individuazione, ma se si tratta di oggetti virtuali, come la vendita di ebook o file mp3?

Se la sede legale è l'unico presupposto da osservare, cosa impedisce ad una società di registrare la propria sede legale in un paradiso fiscale, come può essere Panama, e vendere in Europa?

Grazie

Cristian Milone
www.studentiuniversita.com
l'università vissuta nell'ottica del lavoro
cristianmi
 
Messaggi: 1
Iscritto il: mar mag 03, 2011 2:22 pm

Re: il fisco online

di turistapercaso il gio mag 12, 2011 3:49 pm

La risposta alle prime due domande presuppone un ragionamento articolato perché bisogna analizzare l'operazione e dal punto di vista dell'imposizione indiretta (IVA) e da quello dell'imposizione diretta (IRPEF ovvero IRES nonché IRAP). Non penso che un forum sia luogo adatto per poter affrontare la questione.
Con riferimento alla terza domanda la questione non è così facile da affrontare, anche questa. Tenga presente che a livello internazionale è stata dichiarata guerra aperta ai paradisi fiscali. Se ad es. viene costituita una società in un paradiso fiscale riconducibile a soggetti italiani la legge stabilisce che il reddito della società paradisiaca dovrà essere tassato in Italia. Se un soggetto italiano sostiene costi derivanti da operazioni effettuate con soggetti cd. "black list" l'ammontare di tali operazioni dovranno essere evidenziate nella dichiarazione dei redditi poiché il fisco presume che siano state poste in essere con intenti elusivi. A richiesta del fisco bisognerà fornire le esimenti previste dal c. 10 dell'art. 110 del TUIR. Inoltre a partire dal 01/07/2010 vanno comunicate al fisco tutte le operazioni intercorse con tali soggetti (D.L. 40/2010).
Questo non vuol significare che non si possa costituire una società in un paradiso fiscale, ma bisogna essere in grado di dimostrare che la società effettivamente svolge una determinata attività ed è radicata in quel territorio per cui non si tratta di una costruzione artificiosa messa in piedi al solo scopo di sottrarre a tassazione componenti reddituali altrimenti tassabili in Italia. Non vorrei dilungarmi ulteriormente, ma ripeto, la questione è complessa.
La saluto.
turistapercaso
 
Messaggi: 24
Iscritto il: mar gen 11, 2011 5:13 pm


Torna a Fiscalità internazionale

Chi c’è in linea

Visitano il forum: Nessuno e 0 ospiti

cron